Agli Avv. & Prof.

Questo è un modesto ma accorato appello agli avvocati, giuristi e magistrati cattolici e laici. Un appello affinché si formi un “comitato contro la Ru486” formato da persone capaci di dimostrare dentro il circuito del diritto che quella kill pill è in contrasto con la legislazione che regola l’aborto in Italia, e di fermarne la diffusione con i metodi forti ed efficaci spesso usati in passato dalla piccola e grande lobby radicale per realizzare i suoi scopi (dall’aborto all’eutanasia).
4 AGO 09
Ultimo aggiornamento: 03:58 | 20 AGO 20
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Già il compromesso culturale di trentuno anni fa
è seriamente danneggiato. L’aborto è diventato con il tempo un mezzo di controllo delle nascite moralmente indifferente. Il ciclo di controllo, discussione clinica, accertamento sociale ideato a tutela della maternità, nei casi proposti di interruzione volontaria della gravidanza, è impantanato nella routine. Accanto a grandiose, epiche esperienze di volontariato laico e cattolico, è cresciuta la zona grigia dell’autorizzazione automatica all’aborto chirurgico. Non si accertano le vere cause del disagio, non ci sono risorse sufficienti per curarlo, per prenderlo in conto quando dipenda da fattori materiali, non esistono deterrenti seri e non ricattatori, amorevoli e di cura, verso la decisione sbagliata e triste di un aborto. Non c’è la consapevolezza ottimistica, vitale, che qualcosa sia possibile fare. Regna un fatalismo amorale vagamente compensato da quattro strilli falsamente benevolenti ogni volta che si registra, per cause culturali, una benedetta diminuzione dell’osceno e smisurato numero di aborti praticato ogni anno.
La Ru486 è figlia della cultura del suo fatuo ideatore. Una cultura ferocemente abortista, che considera l’espulsione di un bambino un atto di fitness e di privacy femminile. Questa cultura non ha niente a che vedere con la scelta di depenalizzazione e di consegna alla sanità pubblica del problema dell’aborto, la scelta del 1978 contro la quale i radicali votarono nel referendum. Quella pillola è illegale, va fermata con mezzi legali.